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JAXA
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L'mwcqAgenzia spaziale per esplorazione giapponesemwcg (宇宙航空研究開発機構?, Uchū-Kōkū-Kenkyū-Kaihatsu-Kikō) (in mwcwinglese: mwdaJapan Aerospace eXploration Agency, in sigla mwdqJAXA) è l'agenzia governativa giapponese che si occupa dell'esplorazione spaziale. JAXA è responsabile per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e il lancio di mwdgsatelliti in mwdworbita, oltre allo sviluppo di missioni avanzate come l'esplorazione di asteroidi e l'esplorazione umana della Lunacite-ref-2[2]. Lo slogan è mwfaExplore to Realize.cite-ref-3[3]
Contents
• Storia
• Storia
• Storia
• Storia
• Storia
• Storia
• Note
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Storia
Il 1 ottobre 2003 vennero unite tre organizzazioni esistenti per formare la nascente JAXA: lmwha'mwhqmwhgIstituto dello Spazio e delle Scienze Astronautiche (mwhwISAS), il mwiaLaboratorio Nazionale Aerospaziale del Giappone (mwigNAL) e lmwiw'mwjamwjqAgenzia Nazionale per lo Sviluppo Spaziale del Giappone (mwjgNASDA)cite-ref-4[4]. JAXA è stata fondata come una istituzione amministrativa indipendente gestita dal Ministero dell'Educazione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologia (MEXT) e dal Ministero degli Affari Interni e delle Comunicazioni.cite-ref-5[5]
Prima della sua creazione, la ricerca planetaria e dello spazio era responsabilità di ISAS, mentre la ricerca aeronautica era affidata a NAL. La NASDA, fondata il 1 ottobre 1969, sviluppò lanciatori, satelliti e il modulo mwmaJapanese Experiment Module, oltre ad addestrare gli astronauti giapponesi che parteciparono alle missioni dello mwmqSpace Shuttlecite-ref-6[6]. Nel 2016 è stato creato il National Space Policy Secretariat (NSPS)cite-ref-spacetechasia20180814-7-0[7].
Nel 2012 una nuova legge ha esteso le competenze di JAXA includendo anche lo sviluppo spaziale militare, come un early warning system per i missili. Il controllo politico è passato dal MEXT all'ufficio del mwowgabinetto del primo ministro attraverso il nuovo Space Strategy Officecite-ref-defensenews-20120622-8-0[8]
JAXA è formata dalle seguenti organizzazioni:
• mwqwDirettorato per le tecnologie spaziali I
• mwrqDirettorato per le tecnologie spaziali II
• mwrwDirettorato per le tecnologie del volo spaziale umanocite-ref-9[9]
• mwtqDirettorato per la ricerca e lo sviluppocite-ref-10[10]
• mwuwDirettorato per le tecnologie aeronautichecite-ref-11[11]
• mwwqIstituto dello Spazio e delle Scienze Astronautichecite-ref-12[12] (ISAS)
• mwxwCentro per l'innovazione dell'esplorazione spazialecite-ref-13[13]
Lanciatori
Il primo satellite giapponese mwzgmwzwŌsumi è stato lanciato nel 1970 tramite un razzo mwaaLambda 4cite-ref-ohsumi-14-0[14]cite-ref-15[15]. La serie di lanciatori Lambda è stata sviluppata dall'Istituto di Scienze Industriali dell'Università di Tokyo, dall'Istituto dello Spazio e delle Scienze Astronautiche e dall'azienda Prince. Il primo lancio (sperimentale) di un razzo Lambda fu effettuato nel 1963; l'ultimo nel 1977. Il razzo Lambda è stato sviluppato in diverse versioni, tutte alimentate da mwcqpropellente solidocite-ref-16[16]cite-ref-17[17]cite-ref-18[18].
Nel 1966 è stato impiegato per la prima volta un razzo della serie mwfwMucite-ref-mu-rockets-19-0[19], un lanciatore Mu-1 che ha compiuto un volo di test sub orbitale. Di seguito sono state sviluppate delle evoluzioni chiamate Mu-3 e Mu-4. La prima generazione di razzi Mu per lanci orbitali è stata la versione M-4S, ed è stata impiegata per il lancio del satellite mwhaTansei 1 a febbraio 1971 e successivamente Shinsei e Denpa a settembre 1971 e agosto 1972. Il carico utile che era trasportabile in orbita terrestre bassa era di mwhg180 kg.cite-ref-20[20]cite-ref-21[21]. A partire dal 1974 è stato sostituito prima dal modello Mu-3C, la seconda generazione del lanciatore, a tre stadicite-ref-22[22]. È stato impiegato per lanciare i satelliti Tansei 2, Taiyo e Hakucho tra il 1974 e il 1979cite-ref-23[23], e dopo dal modello Mu-3H, di terza generazione, possedeva un primo stadio maggiorato per aumentare la massa del carico utile, portata a mwlw300 kgcite-ref-24[24]. È stato utilizzato per i satelliti Tansei 3, Kyokko e Jikiken tra il 1977 e il 1978. A partire dal 1980 è stata introdotta la versione Mu-3Scite-ref-25[25], di quarta generazione, con un nuovo controllo vettoriale di spinta. Ha compiuto quattro lanci, fino al 1984cite-ref-26[26], mentre dal 1985 al 1995 sono stati effettuate otto missioni con il successore Mu-3S IIcite-ref-27[27]. Quest'ultimo impiegava lo stesso primo stadio dell'M-3S e nuovi stadi superiori, aumentando la capacità di trasporto in orbita bassa terrestre a mwqg770 kgcite-ref-28[28]. L'ultima evoluzione della serie Mu è stata il Mu-5, o mwrwM-Vcite-ref-29[29], che ha volato per la prima volta nel 1997 portando in orbita il satellite mwtaHaruka (MUSES-B). L'ultimo lancio è avvenuto nel 2006 per il satellite mwtgHinoda (SOLAR-B). Di sette lanci, sei hanno avuto successo. Normalmente l'M-V è stato impiegato in una configurazione a tre stati, ma per alcune missioni come il satellite Haruka nel 1997 e le sonde mwuamwuqNozomi (PLANET-B) nel 1998 e mwugmwuwHayabusa (MUSES-C) nel 2003, è stata usata una versione a quattro stadi chiamata M-V KMcite-ref-30[30]. L'ultimo lancio è stato effettuato nel 2006 per la sonda mwwaHinodecite-ref-31[31].
Il mwxglanciatore N-I era derivato dallo statunitense mwxwThor-Delta, prodotto in Giappone tramite licenza. Il primo stadio era un razzo di tipo mwyaThor, mentre il secondo stadio era spinto da un propulsore LE-3 prodotto da Mitsubishi Heavy Industries; vi era anche uno stadio superiore opzionale Star. I mwygrocket booster erano dei propulsori Castorcite-ref-32[32]. Tra il 1975 e il 1983 ha compiuto sette lanci, di cui sei con successo, prima di essere sostituito dalla versione mw0aN-II. Anche quest'ultimo era derivato dal mw0qlanciatore Delta e prodotto tramite licenza. Il primo stadio era uguale a quello dell'N-I, e il secondo stadio era un Delta-F, con nove propulsori Castor come rocket boosters. Tutti gli otto lanci effettuati tra il 1981 e il 1987 hanno avuto successocite-ref-33[33].
mw3gH-I era un lanciatore a mw3wpropellente liquido, ed era composto da un Thor-ELT come primo stadio, prodotto tramite licenza, un secondo stadio che impiegava un propulsore LE-5, il primo sviluppato in Giappone ad impiegare mw4apropellente criogenicocite-ref-34[34]. È stato usato per nove lanci, tra il 1986 e il 1992. Per le missioni in orbite di trasferimento geosincrone era utilizzato un terzo stadio con propulsore UM-69A prodotto dalla Nissan. In base alla massa del carico utile erano presenti sei o nove rocket booster Castor 2cite-ref-35[35].
Nel 1994 è stato impiegato per la prima volta un lanciatore mw6gH-II, sviluppato da NASDA per incrementare la massa del mw6wcarico utile. È stato il primo mw7arazzo a propellente liquido a due stadi interamente sviluppato in Giappone e ha svolto sette missioni, di cui cinque con successo. Il primo stadio ha un propulsore LE-7 ad ossigeno/idrogeno liquidi, mentre il secondo stadio un propulsore LE-5Acite-ref-36[36]. La sua evoluzione mw8qH-IIB, sviluppata dall'agenzia spaziale giapponese e da Mitsubishi Heavy Industries, ha lanciato le missioni della navetta senza equipaggio mw8gH-II Transfer Vehicle (HTV), per il rifornimento della mw8wStazione spaziale internazionalecite-ref-hii-b-37-0[37]. Il carico utile era di mw-a8000 kg in mw-qorbita di trasferimento geostazionaria e di mw-g16500 kg quando trasportava l'HTVcite-ref-hii-b-37-1[37]. L'H-IIB ha compiuto la sua ultima missione nel 2020.
Il lanciatore mwaqaH-IIA era un'altra evoluzione dell'H-II. Il lancio inaugurale è avvenuto ad agosto 2001. Possedeva due stadi, il primo costituito da due propulsori LE-7A mentre il secondo stadio aveva un motore LE-5Bcite-ref-hii-a-38-0[38]. Il carico utile era di mwaqu10000 kg in mwaqyorbita terrestre bassa, e mwaqc4000 kg in mwaqgorbita geostazionariacite-ref-hii-a-38-1[38].
Dal 2013 è iniziato lo sviluppo del futuro mwaq4lanciatore H3cite-ref-39[39]. Il primo stadio utilizza due o tre propulsori LE-9, e il secondo stadio un motore LE-5B-3. Possono essere utilizzati, a seconda delle versioni, due o quattro mwarmrocket booster aggiuntivi. Le versioni previste sono H3-30 (tre propulsori nel primo stazione e senza rocket booster), H3-22 (due propulsori al primo stadio e due rocket booster) ed infine H3-24 (due propulsori al primo stadio e quattro rocket booster). Il carico utile in mwarqorbita di trasferimento geostazionaria è di mwaru6,5 tcite-ref-40[40]. Il volo inaugurale è avvenuto il 7 marzo 2023 con il lancio del satellite ALOS-3, ma un guasto al secondo stadio ha causato il fallimento della missione.cite-ref-h3-41-0[41]
Il lanciatore mwasaEpsilon ha sfruttato le tecnologie esistenti impiegate nell'mwaseH-IIA e nell'mwasiM-V per poter diminuire i tempi e i costi di sviluppocite-ref-42[42]. La capacità di lancio in orbita terrestre bassa è di mwasc1200 kgcite-ref-epsilon-43-0[43], ed impiega un primo stadio a propellente solido basato sui rocket booster dell'mwaswH-IIA, mentre il secondo e terzo stadio sono basati sull'mwas0M-V. Il volo inaugurale, a settembre 2013, ha portato in orbita il telescopio satellitare mwas4Hisakicite-ref-epsilon-43-1[43].
Missioni con equipaggio
Storia
Il primo cittadino giapponese a volare nello spazio è stato mwatyToyohiro Akiyama, un giornalista che ha volato nella mwatcSojuz TM-11 sovietica nel dicembre 1990 sponsorizzato dalla mwatgTBScite-ref-44[44]. Ha trascorso più di sette giorni nella mwat0stazione spaziale Mir, in quello che i sovietici avevano annunciato come il loro primo volo spaziale commerciale, venduto ad un prezzo di 14 milioni di dollari.
Il Giappone partecipa ai programmi con equipaggio statunitensi e internazionali nella navette mwauqSojuz e mwauuCrew Dragon sulla Stazione spaziale internazionale. L'agenzia nazionale per lo sviluppo spaziale NASDA ha contribuito a finanziare a settembre 1992 la missione mwauySTS-47 in cui ha partecipato il primo astronauta nipponico mwaucMamoru Mohri in qualità di specialista di missione per lo mwaugSpacelab-Jcite-ref-45[45].
Stazione spaziale internazionale
Il principale contributo dell'agenzia spaziale giapponese al progetto della Stazione spaziale internazionale è costituito dal mwavymwavcJapanese Experiment Module, chiamato mwavglaboratorio Kibo. Il laboratorio spaziale è il più grande componente della stazione ed è composto da cinque particite-ref-46[46]. Il mwav0Pressurized Module (PM) è il modulo primario e al suo interno gli astronauti conducono diversi esperimenticite-ref-47[47]. Ad una estremità si trova un boccaporto che collega allmwawi'mwawmExposed Facility. Quest'ultimo è una piattaforma che permette di esporre allo spazio esterno gli esperimenti. Ad esempio attraverso la serie di esperimenti chiamata mwawqMaterials International Space Station Experiment (MISSE) si studiano gli effetti a lungo termine dell'ambiente spaziale su diversi materiali come polimeri, materiali compositi ma anche semi, spore e batteri per valutare la loro resistenza. I materiali sono trasferiti dall'Exposed Facility tramite il mwawuRemote Manipulator System, un braccio robotico lungo 10 metri. Il mwawyLogistic Module è diviso in una parte pressurizzata, utilizzata come deposito per gli esperimenti e per componenti di ricambio, e una parte non pressurizzata, utilizzata per trasferire materiali allo Space Shuttle, quando il programma era attivo. L'installazione del Japanese Experiment Module sulla Stazione Spaziale ha richiesto tre missioni dello Space Shuttle.
JAXA ha sviluppato inoltre l'mwaw0H-II Transfer Vehicle (HTV), una navetta senza equipaggio e non riutilizzabile per il trasporto di rifornimenti e materiali al laboratorio Kibocite-ref-htv-48-0[48]. Lunga mwaxi10 m e con un diametro di mwaxm4,4 m, era in grado di trasportare mwaxq6000 kg di carico utile, di cui mwaxu5200 kg pressurizzaticite-ref-htv-48-1[48]. Una volta giunta la navetta alla stazione, gli astronauti trasferivano i materiali a bordo, e la caricavano con rifiuti. Successivamente l'HTV veniva sganciata e fatta precipitare nell'Oceano Pacifico. La prima navetta, HTV-1 è stata lanciata il 10 settembre 2009 tramite l'H-IIB e l'ultima, HTV-9, è giunta sulla stazione il 25 maggio 2020. Il mwaxoNew Space-Station Resupply Vehicle, chiamato mwaxsHTV-X è una evoluzione della navetta HTVcite-ref-49[49], il cui primo lancio è previsto nel 2025, ed avrà il compito di trasportare rifornimenti alla stazione con costi inferiori e una capacità di carico pari a mwaya4070 kg nel compartimento pressurizzato e mwaye1750 kg in quello non pressurizzatocite-ref-50[50].
Esplorazione umana
JAXA partecipa assieme ad ESA e CSA al mwaygprogramma Artemiscite-ref-51[51]. L'agenzia giapponese contribuirà con dei componenti al Gatewaycite-ref-gateway-52-0[52], un avamposto orbitante che fornirà supporto alle missioni lunari e alle future esplorazioni oltre la Luna. Il Gateway costituirà un punto di mwazerendezvous per gli astronauti in viaggio verso la superficie lunarecite-ref-53[53]. L'agenzia giapponese svilupperà i sistemi di controllo ambientale e di supporto vitale dell'International Habitation Module (I-Hab)cite-ref-gateway-52-1[52], il componente principale.
Astronauti
Gli attuali astronauti attivi dell'agenzia spaziale giapponese sonocite-ref-54[54]:
• mwaamKoichi Wakata
• mwaauSatoshi Furukawa
• mwaacAkihiko Hoshide
• mwaakKimiya Yui
• mwaasTakuya Onishi
• mwaa0Norishige Kanai
mwaa8Koichi Wakata è diventato il primo comandante giapponese della Stazione Spaziale il 9 marzo 2014.
Esplorazione planetaria
Storia
mwabmmwabqSakigake (MS-T5) è stata la prima sonda interplanetaria nipponica, e la prima sonda lanciata nello spazio profondo da una nazione che non fosse gli Stati Uniti o l'Unione Sovietica. Sviluppata dall'Istituto dello spazio e delle scienze astronautiche, appartenente all'agenzia nazionale per lo sviluppo spaziale, è stata lanciata a gennaio 1985. I suoi obiettivi erano il test delle performance dell'allora nuovo lanciatore mwabuMu-3S II, osservare il mwabymezzo interplanetario e il campo magnetico interplanetario, ed raccogliere dati dalla mwabccometa di Halley tramite un flyby avvenuto a marzo 1986cite-ref-sakigake-55-0[55].
Qualche mese dopo è stata lanciata la successiva missione mwab0mwab4Suisei (PLANET-A), anch'essa per lo studio di Halley. La sonda era identica a mwab8Sakigake, ma era equipaggiata con un camera ad ultravioletti e uno strumento per la misurazione del mwacavento solarecite-ref-suisei-56-0[56].
mwacymwaccHiten (MUSES-A) è stata la prima sonda lunare giapponese, lanciata a gennaio 1990 e posta su un'orbita altamente ellittica attorno alla Terra che ha permesso dei flyby lunaricite-ref-hiten-57-0[57]. Al primo passaggio, la sonda ha lanciato un piccolo orbiter di nome mwacwHagoromo. Quest'ultimo ha tuttavia avuto un malfunzionamento. Hiten ha completato la sua missioni effettuando dieci mwac0flyby lunari e sperimentando manovre di mwac4aerofrenaggio durante i passaggi in vicinanza della Terra.
Nel 1998 è stata lanciato tramite l'allora nuovo lanciatore mwadaM-V il primo orbiter marziano giapponese, chiamato mwademwadiNozomi (PLANET-B). Gli strumenti scientifici di bordo avrebbero misurato la struttura, la composizione e le dinamiche della ionosfera, gli effetti del mwadmvento solare, la mwadqmagnetosfera del pianeta e le polveri presenti nell'mwaduatmosferacite-ref-nozomi-58-0[58]cite-ref-59[59]. Giunto a dicembre 2003 su mwad4Marte, ha fallito l'inserimento in orbita.
La sonda mwaeqmwaeuHayabusa (MUSES-C) aveva l'obiettivo di riportare dei campioni dall'mwaeyasteroide near-Earth mwaec25143 Itokawa perché fossero analizzati nei laboratori a Terracite-ref-60[60]cite-ref-hayabusa-61-0[61]. Lanciata a maggio 2003 con il lanciatore mwafaM-V, ha raggiunto l'asteroide a settembre 2005. Dopo una prima fase di osservazioni delle caratteristiche dell'asteroide, come forma, rotazione, topografia, composizione e densità, è atterrata a novembre. Ha raccolto con successo campioni che sono stati riportati a Terra a giugno 2010cite-ref-hayabusa-61-1[61]. La sonda trasportava anche un piccolo rover chiamato mwafuMINERVA che non ha raggiunto la superficiecite-ref-hayabusa-61-2[61].
mwagamwageKaguya (SELENE) era il secondo orbiter lunare dopo mwagimwagmHiten. Sviluppato da ISAS e NASDA è stato lanciato a settembre 2007 tramite un mwagqH-IIAcite-ref-62[62]cite-ref-kaguya-63-0[63]. La sonda è rimasta in orbita per un anno e otto mesi, raccogliendo dati topografici della superficie, misurando con precisione il mwag0campo gravitazionale attraverso un piccolo satellite chiamato mwag4Ouna. Inoltre ha fornito la prima osservazione ottica dettagliata del mwag8cratere Shackleton situato nel polo sudcite-ref-kaguya-63-1[63]. Al termine della missione della sonda è stata fatta deliberatamente impattare sul mwahqcratere Gill a giugno 2009cite-ref-kaguya-63-2[63].
La mwaigProximate Object Close flyby with Optical Navigation (PROCYON) era una sonda per il flyby dell'mwaioasteroide near-Earth (185851) 2000 DP107mwaiw107cite-ref-66[66]cite-ref-67[67]. Sviluppata con la collaborazione dell'mwajuUniversità di Tokyo, è stata lanciata a dicembre 2014 assieme alla sonda mwajymwajcHayabusa 2. Dopo essersi separata dal lanciatore, è entrata in mwajgorbita eliocentrica. A febbraio 2015 ha attivato il suo mwajkpropulsore ionico per correggere l'orbita in modo da effettuare un flyby terrestre e dirigersi verso l'asteroide. Il propulsore tuttavia ha avuto un malfunzionamento. La sonda ha comunque osservato la linea Lyman-alfa della cometa mwajs67P/Churyumov-Gerasimenko per determinare la struttura della sua mwajwchiomacite-ref-68[68].
mwakymwakcIKAROS è stata una sonda sperimentale, la prima ad utilizzare una mwakgvela solare come mezzo di propulsionecite-ref-69[69]. È stata lanciata assieme all'orbiter mwak0mwak4Akatsuki a maggio 2010. A luglio è stato confermato che la sonda stava accelerando tramite la vela solare di forma quadrata con una superficie totale di mwak8196 m²cite-ref-70[70]. Successivamente il controllo missione ha confermato il mwalqcontrollo di assetto tramite la modifica dinamica della riflettività di 80 piccoli pannelli a mwalucristalli liquidi situati sul bordo della velacite-ref-71[71]. mwaloIKAROS ha misurato alcune caratteristiche dello spazio interplanetario, come le polveri cosmiche, il mwalwvento solare e i mwal0lampi gamma. A dicembre 2010 ha effettuato il flyby di mwal4Venere, completando la missione primaria. La sonda è stata posta in ibernazione, e riattivata negli anni successivi. L'ultimo contatto, avvenuto a giugno 2015, ha confermato che si trova in un'mwal8orbita eliocentrica a 130 milioni di km dal Solecite-ref-72[72].
mwamuHakuto-R Mission 1 era la prima missione commerciale lunare, costituita dal lander chiamato mwamcSeries 1 Lander dell'azienda giapponese mwamgispace e dal rover Rashid, sviluppato dal centro spaziale Mohammed Bin Rashid degli mwamoEmirati Arabi Uniti, con il contributo dell'mwamsagenzia spaziale europea.cite-ref-73[73]cite-ref-74[74] La missione, che aveva lo scopo di dimostrare la fattibilità delle tecnologie impiegate, è stata lanciata l'11 dicembre 2022 da un Falcon 9. Il sito di atterraggio scelto era il mwanqcratere Atlas nella regione mwanuMare Frigoris. Il velivolo, entrato in orbita lunare a marzo 2023, ha iniziato la fase di discesa il 25 aprile. Poco prima del previsto allunaggio si sono tuttavia persi i contatti con il lander che, a seguito di un malfunzionamento, si è schiantato sulla superficie lunare.cite-ref-75[75]cite-ref-76[76]
Missioni in corso
La sonda mwaoumwaoyAkatsuki (PLANET-C), un mwaocorbiter del pianeta mwaogVenere, è la prima missione di esplorazione fin dalla missione fallita della sonda mwaokmwaooNozomicite-ref-77[77]cite-ref-78[78]. Lanciata a maggio 2010 con un lanciatore mwapmH-IIA, era previsto l'inserimento orbitale a dicembre 2010. Un malfunzionamento di una valvola ha accorciato il periodo di accensione dei propulsori, e la sonda ha fallito la manovra orbitalecite-ref-79[79]. Il controllo missione ha comunque deciso di compiere un nuovo tentativo a dicembre 2015. Dopo una serie di correzioni della traiettoria compiute tra luglio e settembre 2015, la sonda è entrata con successo in orbita attorno al pianetacite-ref-80[80]. A partire da maggio 2016 ha iniziato la missione, della durata di due anni. Ad aprile 2018 la missione primaria è stata estesa. Le immagini riprese hanno rivelato nella regione media delle nubi, compresa tra 45 e mwapw60 km di altezza, un fenomeno analogo a quello delle mwap0correnti a getto. Gli scienziati hanno chiamato questo fenomeno Jet equatoriale venusianocite-ref-81[81]cite-ref-82[82]. I risultati scientifici sulla morfologia e sui venti di questa regione sono stati pubblicati nel 2019, assieme a mappe tridimensionali della mwaqystruttura atmosferica, con dati sulla pressione, la temperatura, la densità del vapore di mwaqcacido solforico e la densità della ionosferacite-ref-83[83].
mwarumwaryHayabusa 2, come la precedente mwarcmwargHayabusa, è una sonda impiegata per riportare a Terra campioni da un mwarkasteroidecite-ref-84[84]cite-ref-85[85]. Lanciata a dicembre 2014, ha raggiunto l'mwasiasteroide near-Earth mwasm162173 Ryugu a giugno 2018. Ha compiuto osservazioni per un anno e mezzo, raccogliendo campioni dalla superficie che sono giunti sulla Terra a dicembre 2020. La sonda conteneva quattro piccoli rover per lo studio della superficie. I primi due, chiamati mwasqHIBOU (Rover-1A) e mwasuOWL (Rover-1B) sono atterrati su Ryugu a settembre 2018cite-ref-86[86]. Hanno ripreso immagini e video della superficie, operando rispettivamente per 36 giorni e 3 giorni terrestri. Il terzo rover chiamato mwasoMobile Asteroid Surface Scout (MASCOT) è stato sviluppato in collaborazione con l'mwassagenzia spaziale tedesca DLR e l'mwaswagenzia spaziale francese CNES ed è atterrato a ottobre dello stesso annocite-ref-87[87]. L'ultimo rover, chiamato mwateMINERVA-II-2 (Rover-2) ha avuto un malfunzionamento. I campioni sono stati raccolti in contenitori sigillati all'interno della mwatiSample Return Capsule. Al termine della fase scientifica, mwatmHayabusa 2 ha attivato i propulsori per cambiare orbita e tornare a Terra. Durante il flyby terrestre, avvenuto a dicembre 2020, la sonda ha rilasciato la capsula con i campioni, che è entrata nell'atmosfera ed è atterrata in Australia il 5 dicembre 2020cite-ref-88[88]. In seguito, nella fase estesa della missione, la sonda ha modificato la sua traiettoria per dirigersi verso altri asteroidi. Attualmente è in rotta verso (98943) 2001 CC21, ed è previsto che effettuerà un flyby a luglio 2026. Successivamente farà un rendezvous con l'asteroide mwatg1998 KY26 a luglio 2031cite-ref-89[89].
mwauumwauyBepiColombo è una missione congiunta con l'mwaucagenzia spaziale europea ESA verso il pianeta mwaugMercuriocite-ref-90[90]. La sonda è stata lanciata ad ottobre 2018 ed è previsto che entri in orbita attorno a Mercurio a dicembre 2025, quando si separerà in due orbiter indipendenti chiamati mwau0Mercury Planetary Orbiter (mwau4MPO) e mwau8Mercury Magnetospheric Orbiter (mwavaMMO). La missione ha diversi obiettivi, tra cui lo studio dell'mwaveorigine e l'evoluzione del pianeta, la sua mwavistruttura, la geologia, la composizione e i suoi mwavmcrateri. Gli orbiter misureranno la composizione dell'esosfera, la struttura e la dinamica della mwavqmagnetosferacite-ref-91[91]. Il mwavkMercury Planet Orbiter, costruito dall'ESA, trasporta 11 strumenti, tra cui camere, diversi mwavospettrometri (infrarosso, ultravioletto, raggi X, raggi gamma), un mwavsradiometro, un mwavwaltimetro laser, un mwav0magnetometro, degli analizzatori di particelle, un mwav8accelerometro e i transponder in mwawabanda Kacite-ref-bepicolombo-mpo-92-0[92]. Il mwawuMercury Magnetospheric Orbiter, costruito dalla JAXA, trasporta strumenti per lo studio delle particelle del pianeta, della mwawymagnetosfera e del mwawcvento solare, la misurazione delle polveri e lo studio delle mwawgonde elettromagnetichecite-ref-93[93]cite-ref-bepicolombo-mmo-94-0[94].
Lo mwaximwaxmSmart Lander for Investigating Moon (SLIM) è un mwaxqlander lunare, il primo sviluppato dall'agenzia spaziale giapponese, per la dimostrazione di una tecnologia in grado di effettuare atterraggi di precisionecite-ref-95[95]. Durante la discesa, il lander utilizza un sistema di riconoscimento del terreno che identifica i mwaxkcrateri per giungere con un margine di errore di mwaxo100 m nel punto fissato di atterraggio. In paragone, il mwaxsmodulo lunare Eagle della missione mwax0Apollo 11 aveva un margine di mwax420 km. La scelta del sito è ricaduta sulle colline di Marius, dove è presente una cavità larga centinaia di metri che è collegata ad un mwayatunnel di lava sotto la superficiecite-ref-96[96]. I dati del terreno lunare provengono dal precedente orbiter mwayumwayyKaguya. Il lander è stato lanciato il 6 settembre 2023 ed è allunato il 20 gennaio 2024, rendendo così il Giappone il quinto paese che è riuscito a effettuare un atterraggio morbido sul suolo lunare, dopo mwaycStati Uniti, mwaygUnione Sovietica, mwaykCina e mwayoIndia.cite-ref-97[97]cite-ref-98[98]
La missione mwazqmwazuJupiter Icy Moons Explorer (JUICE) è stata sviluppata dall'agenzia spaziale europea con l'obiettivo di studiare le lune galileiane mwazyGanimede, mwazcCallisto ed mwazgEuropacite-ref-99[99]cite-ref-100[100]. L'mwa0eorbiter, lanciato nel 2023, giungerà nel mwa0isistema gioviano nel 2031, con un flyby di Ganimede che lo porterà in orbita attorno a mwa0mGiove. Di seguito effettuerà dei flyby di Europa nel 2032, e poi entrerà nell'orbita di Ganimede a dicembre 2034. L'agenzia spaziale giapponese contribuisce con diversi strumenti scientificicite-ref-juice-instruments-101-0[101] tra cui il mwa0gSub-millimeter Wave Instrument, uno mwa0kspettrometro che studierà la mwa0ostratosfera e la mwa0stroposfera di Giove e le esosfere e le superfici dei suoi satelliti, il mwa0wParticle Environment Package, costituito da sei sensori per lo studio della mwa00magnetosfera gioviana e l'interazione con le lune, il mwa04Ganymede Laser Altimeter, un mwa08altimetro laser per lo studio della topografia ed infine il mwa1aRadio and Plasma Wave Investigation, che osserverà il plasma e le emissioni radar nei pressi della veicolo spaziale attraverso quattro sonde di Langmuir.
mwa1mHakuto-R Mission 2 è la seconda missione commerciale da parte dell'azienda mwa1uispace. Il Series 2 Lander, battezzato mwa1yResilience, è simile a quello della missione precedente ma con modifiche e miglioramenti al software. Tra i payload è incluso un micro rover chiamato mwa1cTenacious e sviluppato dalla stessa ispace.cite-ref-102[102]cite-ref-103[103]. Il lancio è avvenuto a gennaio 2025.
Missioni future
mwa2imwa2mMartian Moons eXploration (MMX) è una missione per riportare a Terra campioni raccolti dalla superficie di mwa2qFoboscite-ref-104[104]cite-ref-105[105]. La sonda entrerà inizialmente in orbita attorno a Marte raccogliendo dati sul suo clima e successivamente si sposterà per intercettare la luna marziana, dove atterrerà. Dopo aver raccolto alcuni campioni, almeno 10 grammi di mwa20regolite, decollerà per effettuare diversi flyby di mwa24Deimos. Successivamente invierà i campioni attraverso il mwa28Return Module, che arriverà sulla Terra cinque anni dopo. I dati raccolti determineranno se i satelliti sono mwa3aasteroidi catturati dalla gravità del pianeta o il risultato di un impatto di un grande oggetto con il pianeta rosso. La missione è sviluppata dall'agenzia giapponese in collaborazione con mwa3eNASA, mwa3iESA e mwa3mCNES, che contribuiranno con alcuni strumenti scientifici. Il lancio è previsto per il 2026.
La missione mwa3uDemonstration and Experiment of Space Technology for INterplanetary voYage with Phaethon fLyby and dUst Science (DESTINY+) osserverà l'asteroide mwa3c3200 Phaethon, dimostrando il funzionamento di diverse tecnologie per future esplorazionicite-ref-destiny-106-0[106]. Il lancio, inizialmente previsto nel 2024 tramite un lanciatore mwa3wEpsilon S in mwa30orbita terrestre bassa, è stato successivamente pianificato per il 2028 con il H3. Successivamente effettuerà un flyby lunare che la accelererà verso un'orbita interplanetaria. Durante il viaggio si avvicinerà a diversi mwa38oggetti near-Earth. Lo scopo della missione, oltre all'osservazione di mwa4a3200 Phaethon, consiste nella dimostrazione di pannelli solari innovativicite-ref-destiny-106-1[106]. La sonda utilizzerà quattro mwa4upropulsori ionici, come quelli impiegati delle sonde mwa4yHayabusa e mwa4cHayabusa 2cite-ref-destiny-106-2[106].
Il mwa40Lunar Polar Exploration Mission (LUPEX) è una missione di esplorazione della regione polare sud della Luna, sviluppata dalla mwa48Indian Space Research Organisation e dall'agenzia spaziale giapponesecite-ref-lunarpolar-107-0[107]. La sonda, costituita da un mwa5qlander e un mwa5urover sarà lanciata nel 2028 con il nuovo mwa5ylanciatore H3. L'atterraggio di precisione avverrà con la stessa tecnica che sarà stata dimostrata valida nella precedente missione SLIM. La JAXA svilupperà il rover, mentre l'agenzia indiana il landercite-ref-lunarpolar-107-1[107].
mwa5wmwa50Comet Interceptor è una missione sviluppata dall'agenzia spaziale europea in collaborazione con l'agenzia giapponese il cui lancio è previsto per il 2029cite-ref-cometinterceptorjaxa-108-0[108]. È costituita da una sonda che verrà inviata in un'mwa6iorbita halo nel mwa6mpunto di Lagrange L2 dove attenderà per tre anni l'arrivo di una mwa6qcometa di lungo periodocite-ref-109[109]. Una volta identificata, la sonda attiverà il propulsore per effettuare un flyby. Di fatto, la sonda verrà parcheggiata in attesa della scoperta di una cometa. Quelle a lungo periodo provengono dalla mwa6knube di Oort ed hanno delle orbite eccentriche con periodi che vanno da 200 a migliaia di annicite-ref-cometinterceptorjaxa-108-1[108]. Vengono scoperte solo qualche mese prima che attraversino il mwa64Sistema solare interno e tornino verso il mwa68sistema esterno. Questo breve lasso di tempo che intercorre tra la scoperta e il transito nei pressi della Terra impedisce la pianificazione di una missione ad hoc per l'esplorazione della cometa. Per questo motivo si è pensato di "parcheggiare" la sonda nel mwa7apunto di Lagrange e tenerla in attesa della scoperta della cometacite-ref-cometinterceptorjaxa-108-2[108]. La sonda conterrà due piccole sonde, chiamate mwa7uB1 e mwa7yB2 che si avvicineranno all'oggetto celeste e effettueranno delle analisi della sua mwa7cchioma. Saranno inoltre misurati il flusso di polveri, la composizione dei gas, la densità, i mwa7gcampi magnetici e le interazioni con il mwa7kvento solare. I dati serviranno per costruire una mappa tridimensionale della regione che circonda la cometacite-ref-110[110]. JAXA contribuirà allo sviluppo della sonda mwa74B1cite-ref-111[111], che conterrà diversi strumenti scientifici: lmwa8m'mwa8qHydrogen Imager che studierà nell'ultravioletto la nube di idrogeno della chioma, il mwa8uPlasma Suite che osserverà i gas ionizzati e il campo magnetico nei pressi della cometa, e il mwa8yWide Angle Camera per la ripresa di immagini del nucleo.
Telescopi
Storia
Il satellite mwa8oHakucho (CORSA-B) è stato il primo telescopio a raggi Xcite-ref-hakucho-112-0[112]. Sviluppato dall'Istituto dello spazio e delle scienza astronautiche, è stato lanciato a febbraio 1979 con un lanciatore M-3C. Le sue osservazioni hanno permesso di scoprire diverse sorgenti di X-Ray Burst, causate da mwa9astelle binarie a raggi X che generano rapidi incrementi nella loro mwa9eluminosità particolarmente nella banda dei mwa9iraggi X dello mwa9mspettro elettromagneticocite-ref-hakucho-112-1[112]. Sono state osservate diverse mwa9gpulsar a raggi X e altre sorgenti che esibiscono oscillazioni quasi-periodichecite-ref-113[113].
Il telescopio a raggi X mwa94mwa98Hinotori (ASTRO-A) è stato sviluppato dall'Istituto dello Spazio e delle scienze Astronautiche, con lo scopo di studiare i mwa-abrillamenti solari durante le fasi di mwa-emassimo solarecite-ref-hinotori-114-0[114] cite-ref-115[115]. Il primo della serie mwa-oAdvanced Satellite for Cosmology and Astrophysics, è stato lanciato a febbraio 1981 tramite un lanciatore M-3S. Ha terminato la sua missione con successo ed è stato fatto rientrare nell'atmosfera a luglio 1991cite-ref-hinotori-114-1[114].
mwa-aTenma (ASTRO-B) è stato un telescopio a raggi X lanciato a febbraio 1983 su un lanciatore M-3Scite-ref-tenma-116-0[116]. L'anno successivo un malfunzionamento delle batterie ha causato una limitazione della sua operatività. Altri problemi hanno portato a terminare le sue operazioni nel 1985. È rientrato nell'atmosfera a gennaio 1989Scite-ref-tenma-116-1[116].
mwa-smwa-wGinga (ASTRO-C) è stato il terzo telescopio a raggi X giapponese, dopo mwa-0Hakucho e mwa-4Tenma (mwa-8Hinotori è considerato un satellite per lo studio del Sole), lanciato a febbraio 1987 tramite un lanciatore M-S IIcite-ref-117[117]. Lo strumento primario era un mwbaqcontatore proporzionale per la rivelazione di mwbauraggi X a largo campo (con energie da 1,5 a mwbay37 keV). Poco dopo il lancio, il satellite ha osservato i raggi X prodotti dalla supernova mwbacSN 1987a nella mwbagGrande Nube di Magellanocite-ref-118[118], la prima ad essere osservata dopo quattro secoli. Ha terminato la sua missione nel novembre 1991.
mwba4mwba8Yohkoh (SOLAR-A) era un osservatorio solare sviluppato dall'Istituto dello Spazio e delle scienze Astronautiche, in collaborazione con le agenzie spaziali degli mwbbaStati Uniti e del mwbbeRegno Unito, ed è stato lanciato in orbita ad agosto 1991 da un lanciatore M-3S IIcite-ref-yohkoh-119-0[119]. Gli strumenti di bordo erano un telescopio per raggi X molli, un telescopio per raggi X duri (da 14 a mwbby93 keV), uno mwbbcspettrometro a cristallo di Bragg e uno mwbbgspettrometro a banda larga (da mwbbk3 keV a mwbbo100 MeV). Dopo più di dieci anni di osservazioni ha concluso con successo la sua missione ad aprile 2004cite-ref-yohkoh-119-1[119].
Lmwbca'mwbcemwbciAdvanced Satellite for Cosmology and Astrophysics (ASTRO-D) era il quarto telescopio a raggi X, e come il precedente mwbcmYohkoh è stato sviluppato dall'Istituto dello Spazio e delle scienze Astronautiche in collaborazione con gli Stati Uniticite-ref-120[120]. È stato lanciato a febbraio 1993 e ha condotto osservazioni per sette anni, fino alla sua disattivazione a causa di una mwbcgtempesta geomagnetica. La grande mole di dati raccolta tramite due mwbckspettrometri a stato solido e due contatori a scintillazione, tra cui le emissioni di raggi X della supernova SN 1993jcite-ref-121[121] è stata resa pubblica e ha contribuito a più di 1000 pubblicazioni scientifiche.
mwbdeHaruka (MUSES-B), o mwbdmHighly Advanced Laboratory for Communications and Astronomy (HALCA) era un radiotelescopio satellitare che è stato usato per osservazioni tramite mwbdqVLBIcite-ref-halca-122-0[122]. Lanciato a febbraio 1997, tramite la sua antenna di 8 metri di diametro ha effettuato osservazioni nelle bande di mwbdk1,6 GHz e mwbdo5,0 GHzcite-ref-halca-122-1[122]. La sua missione, terminata nel 2003, sarebbe stata estesa con il satellite ASTRO-G, ma il progetto non è stato realizzato. I principali risultati scientifici di HALCA sono state le osservazioni di mwbd8maser e mwbeapulsar a mwbee1,6 GHz, e osservazione tramite mwbeiVLBI di mwbemquasar e mwbeqradiogalassie assieme alla rete di mwbeuradiotelescopi a terra. Con tale tecnica, usata per la prima volta nello spaziocite-ref-halca-122-2[122], è stato creato un radiotelescopio virtuale con una apertura di mwbeo30000 kmcite-ref-halca-122-3[122].
mwbfaSuzaku (ASTRO E II) ha sostituito il satellite ASTRO-E, il quale non ha raggiunto l'orbita terrestre a causa di un malfunzionamento del lanciatore ed è precipitato nell'oceano indiano. mwbfiSuzaku era un telescopio a raggi X sviluppato dall'Istituto dello Spazio e delle scienze Astronautiche in collaborazione con il mwbfmGoddard Space Flight Centercite-ref-123[123]. È stato lanciato a luglio 2005. L'obiettivo della missione era l'osservazione di sorgenti a raggi X ad alta energia come mwbfgsupernove, mwbfkbuchi neri e mwbfocluster galattici. Le energie rilevabili dai suoi strumenti variavano dai raggi X molli fino ai mwbfsraggi gamma (0,3 - mwbfw600 keV)cite-ref-124[124]. La missione è terminata con successo dieci anni più tardi.
Il telescopio ad infrarosso mwbgiAkari (ASTRO-F) è stato sviluppato dalla Agenzia per l'esplorazione aerospaziale giapponese e lanciato a febbraio 2006cite-ref-125[125]. Scopo della missione era la mappatura dell'intera mwbggvolta celeste nell'infrarosso, tramite un riflettore mwbgkRitchey-Chrétien con apertura di mwbgo68,5 cm. I sensori erano suddivisi in IRC (camera ad mwbgsinfrarosso vicino e medio), costituita da tre sensori alle lunghezze d'onda tra 1,7 e mwbgw25,6 μm e FIS (Far-Infrared Surveyor, camera per l'mwbg0infrarosso lontano), costituito da due sensori operanti da 50 a mwbg4180 μmcite-ref-126[126]. L'mwbhmelio liquido, che raffreddava i sensori dell'infrarosso medio e lontano ad una temperatura di mwbhq6 °K si è esaurito per un malfunzionamento ad agosto 2007cite-ref-127[127]. La sonda ha continuato le osservazioni nell'infrarosso vicino. La missione è terminata a novembre 2011.
Il satellite a raggi X mwbhomwbhsHitomi (ASTRO-H), noto anche come mwbhwNew X-Ray Telescope (NeXT) è stato lanciato il 17 febbraio 2016cite-ref-128[128]cite-ref-hitomi-129-0[129]. Era stato progettato per lo studio dei processi ad alta energia (superiori a mwbiu10 keV), estendendo le osservazioni del precedente satellite ASCA. Tuttavia a marzo 2016 si sono persi i contatticite-ref-hitomi-129-1[129].
Telescopi spaziali
Il telescopio solare mwbjqmwbjuHinode (SOLAR-B) è stato sviluppato in collaborazione con gli Stati Uniti e il Regno Unito. Successore della sonda mwbjyYohkoh, è stato lanciato a settembre 2006 in mwbjcorbita eliosincrona, in modo da poter osservare il mwbjgSole in modo quasi continuativocite-ref-130[130]. La missione, della durata pianificata di tre anni, ha lo scopo di studiare il mwbj0campo magnetico solare attraverso strumenti che osservavano nella mwbj4luce visibile, nell'mwbj8ultravioletto estremo e nei mwbkaraggi Xcite-ref-131[131]. I dati raccolti potranno migliorare la comprensione dei meccanismi che regolano l'mwbkuatmosfera solare e le mwbkyeruzioni.
Il satellite mwbkgmwbkkHisaki, noto anche come mwbkoSpectroscopic Planet Observatory for Recognition of Interaction of Atmosphere (SPRINT-A), è un telescopio ultraviolettocite-ref-132[132]. La sua missione è iniziata a settembre 2013 con il volo inaugurale del nuovo mwbk8lanciatore Epsilon. Tra la strumentazione è presente uno mwblaspettrometro nell'ultravioletto estremo per lo studio della composizione delle atmosfere e della magnetosfera dei pianeti del sistema solarecite-ref-133[133]. Ad ottobre 2020 ha effettuato osservazioni congiunte con la mwblusonda BepiColombo durante il suo flyby di mwblyVenere. Attualmente sta conducendo osservazioni assieme all'mwblcorbiter Juno.
Il mwblkX-Ray Imaging and Spectroscopy Mission (XRISM) è un telescopio a raggi X satellitare che ha lo scopo di studiare la formazione della mwblsstruttura dell'universo, i flussi in uscita alimentati dai mwblwnuclei galattici attivi, e la mwbl0materia oscuracite-ref-134[134]cite-ref-135[135]cite-ref-136[136]cite-ref-137[137]. Lanciato il 6 settembre 2023 assieme al lander lunare SLIM, costituisce il primo telescopio di nuova generazione dell'mwbm4astronomia a raggi X.
Telescopi spaziali futuri
Lo mwbneSpektr-UV, noto anche come mwbnmWorld Space Observatory-Ultraviolet, è un telescopio spaziale ad ultravioletti (con lunghezze d'onda comprese tra 115 e mwbnq315 nm) sviluppato dall'mwbnuagenzia spaziale russacite-ref-138[138]cite-ref-139[139]. Il lancio è previsto per il 2030.cite-ref-140[140] L'agenzia giapponese contribuisce alla missione fornendo lo mwboispettrografo WSO-UV, dedicato all'osservazione di mwbomesopianeti mwboqsimili alla Terracite-ref-141[141].
Il mwbooLite (Light) satellite for the studies of B-mode polarization and Inflation from cosmic background Radiation Detection (LiteBIRD) è un piccolo osservatorio spaziale dedicato al rilevamento di mwbosonde gravitazionali primordiali sotto forma di schemi di polarizzazione della mwbowradiazione cosmica di fondo detti modi Bcite-ref-142[142]. La missione è prevista nel 2028, quando il satellite sarà inviato per mezzo del nuovo mwbpelanciatore H3, nel mwbpipunto di Lagrange L2 del sistema Sole-Terra. Le misurazioni avverranno tramite due mwbpmradiotelescopi. Il mwbpqLow Frequency Telescope (LFT) coprirà le frequenze tra 40 e mwbpu235 GHz, mentre lmwbpy'mwbpcHigh Frequency Telescope (HFT) effettuerà rilevamenti tra 280 e mwbpg400 GHzcite-ref-143[143].
Il mwbp4Nano-Japan Astrometry Satellite Mission for Infrared Exploration (Nano-JASMINE) è un mwbqamicrosatellite sviluppato dall'mwbqeOsservatorio astronomico nazionale del Giappone in collaborazione con l'mwbqiUniversità di Tokyo. Dotato di un telescopio mwbqmRitchey-Chrétien all'infrarosso, effettuerà osservazioni del centro della mwbqqVia Latteacite-ref-144[144]cite-ref-145[145].
Osservazione della Terra
Storia
Il satellite mwbraDenpa, noto in precedenza come mwbriRadiation EXperiments Satellite (REXS) è stato lanciato a febbraio 1972 ed era stato progettato per condurre misurazioni della mwbrmmagnetosfera terrestrecite-ref-146[146]. Tuttavia ha malfunzionato subito dopo il lancio.
Nel 1978 sono stati lanciati i primi due satelliti della serie mwbrkEXOspheric Satellite (EXOS), chiamati mwbroKyokko (EXOS-A) e mwbrwJikiken (EXOS-B), come contributo giapponese al progetto internazionale per lo studio della magnetosfera (mwbr4International Magnetospheric Study). mwbr8Kyokko ha prodotto le prime immagini nell'mwbsaultravioletto (mwbse130 nm) delle mwbsiaurore, e ha misurato la densità, la temperatura e la composizione del mwbsmplasmacite-ref-147[147]. mwbsgJikiken ha compiuto osservazione nella regione compresa tra la mwbskplasmasfera e la mwbsomagnetosfera profonda, tra mwbss60000 e mwbsw70000 km di distanza dalla Terra. Le misurazioni hanno riguardato anche le interazioni del plasma ionosferico nella mwbs0anomalia del Sud Atlanticocite-ref-148[148].
mwbtmOhzora (EXOS-C) è stato lanciato nel 1984, e ha condotto per quattro anni ricerche sull'mwbtuatmosfera terrestre e sull'ambiente elettromagnetico, in particolare lo mwbtyspettro di assorbimento della luce solare dovuto all'atmosfera, e ha misurato le particelle ad alta energia presenti sopra le mwbtcregioni polari e l'mwbtganomalia del Sud Atlanticocite-ref-149[149].
Il satellite mwbt4mwbt8Akebono (EXOS-D) è stato l'ultimo della serie EXOS. Tra le varie osservazioni, ha misurato il flusso di ioni nella mwbuaionosfera polare, la struttura termica della mwbueplasmasfera a bassa altitudine, la sua densità durante le mwbuitempeste magnetiche e le variazioni a lungo termine delle particelle nella mwbumfascia di radiazionicite-ref-150[150].
mwbukFuyo-1 (JERS-1) era un satellite lanciato nel 1992 per l'acquisizione di dati tramite un mwbusradar ad apertura sinteticacite-ref-151[151]. Gli obiettivi erano la creazione di mappe geologiche, l'osservazione dell'occupazione del suolo per l'mwbvaagricoltura e le mwbveforeste, l'osservazione delle regioni costierecite-ref-152[152].
La mwbvcTropical Rainfall Measuring Mission (TRMM) era una missione congiunta con la NASA per il monitoraggio e lo studio delle mwbvkprecipitazioni tropicalicite-ref-153[153]. Faceva parte di una serie di studi della NASA chiamato "mwbv4Mission to Planet Earth". Il satellite è stato lanciato nel 1997 e ha terminato la sua missione con successo nel 2015. Ha contribuito a migliorare la comprensione delle energie coinvolte nei cicli di mwbv8precipitazioni delle mwbwaregioni tropicali, il modo con cui esse influenzano la mwbwecircolazione globale atmosferica e la loro variabilità. Ha ottenuto dati sulle distribuzioni delle piogge per migliorare i mwbwimodelli climatici globali e la comprensione e la previsione del fenomeno di mwbwmEl Niño. L'agenzia spaziale giapponese ha contribuito con il mwbwqPrecipitation radar, il primo strumento satellitare per ottenere mappe tridimensionali delle tempeste, che operava ad una frequenza di mwbwu13,8 GHz e una risoluzione di mwbwy4,3 kmcite-ref-154[154].
I due satelliti mwbwwMidori I e II sono stati lanciati rispettivamente nel 1997 e nel 2002. Chiamati mwbw0Advanced Earth Observing Satellite (ADEOS), hanno misurato variazioni ambientali globali come le condizioni meteorologiche marittime, l'mwbw4ozono atmosferico e i mwbw8gas responsabili dei cambiamenti climatici.
Nel 2006 è stato lanciato il primo satellite della serie mwbxeAdvanced Land Observation Satellite (ALOS), chiamato mwbxiDaichi. I suoi obiettivi comprendevano la generazione di mwbxqmodelli digitali di elevazione, la misurazione delle mwbxurisorse naturali, lo sviluppo di tecnologie per future missioni di osservazione della Terra e il monitoraggio dei luoghi colpiti da disastricite-ref-alos-155-0[155]. Ad esempio, la JAXA ha utilizzato questo satellite per monitorare le regioni colpite dal mwbxoterremoto del 2011cite-ref-156[156]. Gli strumenti impiegati erano il mwbx8Phased Array L-band Synthetic Aperture Radar (PALSAR), un radar ad apertura sinteticacite-ref-157[157], il mwbyqPanchromatic Remote-sensing Instrument for Stereo Mapping (PRISM), un radiometro pancromatico con risoluzione di mwbyu2,5 m per i modelli di elevazionecite-ref-158[158] e un ulteriore radiometro con risoluzione di mwbyo10 mcite-ref-159[159].
Programmi in corso
mwbzeGeoTail è un satellite sviluppato con il contributo della NASA e lanciato nel 1992 con un lanciatore mwbzmDelta IIcite-ref-160[160]. Lo scopo della missione è lo studio della struttura e le dinamiche della lunga regione di coda della mwbzgmagnetosfera detta coda magnetica presente nel lato notturno della Terra. La magnetosfera viene compressa e confinata dal mwbzkvento solare, creando una lunga cosa. Essa assorbe continuamente energia dal mwbzoSole creando aurore nella mwbzsionosfera polare. Gli strumenti di bordo misurano gli mwbzwelettroni ad alta e bassa energia, il mwbz0campo elettrico e mwbz4magnetico e il mwbz8plasmacite-ref-161[161]. Sebbene tecnicamente non faccia parte di una missione planetaria, la sua orbita molto ellittica ha permesso di effettuare numerosi flyby lunari. Trent'anni dopo il suo lancio, il satellite continua ad essere operativo.
mwbaumwbayAqua è un satellite sviluppato dalla NASA, e parte del programma mwbacmwbagEarth Observing Systemcite-ref-162[162] dell'agenzia statunitense. Lanciato nel 2002, ha lo scopo di studiare il mwba0ciclo dell'acquacite-ref-163[163]. La mwbbiNASDA ha contribuito alla missione fornendo lo strumento mwbbmAdvanced Microwave Scanning Radiometer for the Earth Observing Systemcite-ref-164[164] (AMSR-E), il quale rileva i processi che influenzano il clima e la mwbbgmeteorologia, tra cui le mwbbkprecipitazioni, il mwbbovapore acqueo oceanico, le nubi, la velocità dei venti nei pressi della superficie, la temperatura dei mari, l'umidità del suolo, la copertura nevosa e i parametri del ghiaccio.
Il satellite mwbbwIbuki, chiamato mwbb4Greenhouse Gases Observing Satellite (GOSAT), lanciato a gennaio 2009, è il primo ad essere dedicato completamente al monitoraggio dei mwbb8gas serracite-ref-165[165]. L'obiettivo è la misurazione delle densità di mwbcqanidride carbonica e metano a livello globale in 56000 punti della mwbcusuperficie terrestre. Compiendo un'intera orbita in circa 100 minuti, il satellite effettua una misurazione in ognuno dei punti di osservazione ogni tre giorni. Il successore mwbcyIbuki 2 (mwbcgGreenhouse Gases Observing Satellite 2 - GOSAT-2) è stato lanciato nel 2018, contiene mwbckspettrometri con maggiore risoluzione ed è in grado di rilevare anche le emissioni di mwbcomonossido di carboniocite-ref-166[166].
La missione mwbdaGlobal Change Observation Mission (GCOM) è un progetto di osservazione di vari dati geofisicicite-ref-167[167]. Il primo satellite, chiamato mwbdymwbdcShizuku (GCOM-Water), lanciato a maggio 2012, utilizza un mwbdgradiometro a microonde per misurare le precipitazioni, il vapore acqueo, la velocità dei venti sugli oceani, la temperatura dell'acqua dei mari, l'altezza della nevecite-ref-168[168]. Il secondo satellite, mwbd0Shikisai (GCOM-Climate 1), lanciato nel 2017, rileva i cambiamenti climatici osservando la superficie e l'atmosfera terrestre. Impiega un mwbd8radiometro ottico per ottenere dati relativi al mwbeaciclo del carbonio e al mwbeebilancio energetico Sole-Terracite-ref-169[169].
mwbecDaichi-2 (mwbekAdvanced Land Observing Satellite 2 - ALOS 2) è il successore di mwbeoDaichi e il secondo della serie di satelliti ALOScite-ref-170[170]. Lanciato nel 2014, anch'esso contribuisce alle osservazioni ad alta risoluzione per il monitoraggio di zone colpite da disastri, le aree coltivate e il monitoraggio delle mwbe8foreste tropicali per mezzo del radar a microonde mwbfaL-band Synthetic Aperture Radar-2cite-ref-171[171] (PALSAR-2) a frequenza mwbfu1,2 GHzcite-ref-172[172], evoluzione del radar PALSAR impiegato nel predecessore. Il successivo mwbfoDaichi-3, lanciato nel volo inaugurale del vettore H3, è stato perso a causa di un guasto al secondo stadio.cite-ref-h3-41-1[41]. La serie dei satelliti ALOS è stata espansa nel 2024 con il lancio del satellite mwbf8Daichi 4 (ALOS 4).
La missione mwbgeGlobal Precipitation Measurement (GPM) è uno sforzo congiunto con la NASA per la misurazione globale delle precipitazioni. Il satellite mwbgmGPM Core Observatorycite-ref-173[173] è stato lanciato nel 2014, ed è equipaggiato con il mwbggDual-frequency Precipitation Radar (DPR) e il mwbgkGPM Microwave Imager (GMI). Il DPR misura le precipitazioni in tre dimensioni attraverso un mwbgoradar in mwbgsbanda Ka a mwbgw35,5 GHz, e un radar in mwbg0banda Ku a mwbg413,6 GHzcite-ref-174[174]. Il GMI è un radiometro a microondecite-ref-175[175]. Questi dati permettono ai ricercatori di migliorare le previsioni di eventi estremi e i mwbhcmodelli climatici. La missione può essere considerata una estensione della precedente mwbhgTropical Rainfall Measurement Mission, che ha rilevato le precipitazioni nei tropici. L'orbita del mwbhkGPM Core Observatory è compresa tra le latitudini 65°N e 65°S, e permette di effettuare misurazioni del 90% della superficie terrestre, tra il mwbhocircolo polare artico e quello mwbhsantarticocite-ref-176[176].
mwbiemwbiiArase (mwbimExploration of energization and Radiation in Geospace - ERG), è un satellite lanciato nel 2016 per lo studio delle mwbiqfasce di Van Allencite-ref-arase-177-0[177]. Lo scopo del progetto consiste nell'osservazione dei meccanismi di generazione e assorbimento degli mwbikelettroni ad alta energia (superiore a mwbio1 Mev) contenuti nella fascia di radiazionicite-ref-arase-177-1[177].
La costellazione di satelliti mwbjaGeostationary Meteorological Satellites (GMS), chiamati mwbjimwbjmHimawari, sono utilizzati per le previsioni e le ricerche meteorologiche e il tracciamento dei mwbjqcicloni tropicalicite-ref-178[178]. Il lancio del primo satellite mwbjkHiwamari 1 (GMS-1) è avvenuto nel 1977. Attualmente sono operativi i satelliti mwbjoHiwamari 8 e mwbjsHiwamari 9, lanciati rispettivamente nel 2014 e nel 2016.
La missione mwbj0mwbj4EarthCARE (mwbj8Earth Cloud, Aerosol and Radiation Explorer), parte dellmwbka'mwbkeEarth Explorer Programme, è un progetto dell'agenzia spaziale europea in collaborazione con quella giapponese. L'obiettivo scientifico è l'osservazione e la caratterizzazione delle nubi, degli mwbkmaerosol, la misurazione della mwbkqradiazione solare riflessa e della mwbkuradiazione infrarossa emessa dalla superficie e dall'mwbkyatmosfera terrestrecite-ref-179[179]. Il lancio è avvenuto a maggio 2024.
Telecomunicazioni
Storia
Il mwbk4Communications and Broadcasting Experimental Test Satellite (COMETS), chiamato mwblaKakehashi è stato lanciato nel 1998 in orbita geostazionariacite-ref-180[180] per sperimentare tecnologie di ritrasmissione dati provenienti da altri satelliti verso stazioni di Terra.
Il mwblyData Relay Test Satellite (DRTS), chiamato mwblgKodama, aveva l'obiettivo di ritrasmettere dati in tempo reale tra satelliti e le stazioni a terra. Lanciato il 4 settembre 2002 con un mwblklanciatore H-IIA, che lo ha portato su un'mwbloorbita geostazionaria a mwbls36000 km, possedeva una antenna per la ricezione dei dati da altri satelliti e una antenna per la trasmissione a Terracite-ref-kodama-181-0[181]. Nel test, condotto in collaborazione con l'mwbmaagenzia spaziale europea a settembre 2006, ha stabilito una connessione con il satellite ESA mwbmeEnvisat, che si trovava ad una altezza di mwbmi800 km, ritrasmettendo dei dati provenienti da quest'ultimo al mwbmmcentro spaziale di Tsukubacite-ref-kodama-181-1[181]cite-ref-182[182]. Ad ottobre 2009 ha ritrasmesso con successo i dati provenienti dal satellite mwbmwAdvanced Land Observation Satellite mwbm0mwbm4Daichi. La trasmissione in banda Ka tra i satelliti ha raggiunto una velocità di mwbm8278 Mbps.
Il satellite mwbneOptical Inter-orbit Communications Engineering Test Satellite (OICETS), chiamato mwbnmKirari è stato lanciato ad agosto 2005 dal mwbnqcosmodromo di Bajkonur tramite un mwbnulanciatore Dnepr. Il suo scopo era di provare la trasmissione via ottica in orbita, in collaborazione con l'mwbnyagenzia spaziale europea. Questo tipo di trasmissioni ha il vantaggio di permettere velocità maggiori rispetto ai collegamenti radio tradizionali, e di non avere nessuna interferenza con questi ultimi, ma necessita di un puntamento molto preciso tra trasmettitore e ricevitore. A dicembre 2005 il satellite mwbncKirari, in mwbngorbita terrestre bassa, ha stabilito una trasmissione dati bidirezionale con il satellite ESA mwbnkArtemis, in mwbnoorbita geostazionariacite-ref-183[183], mentre si muovevano ad una velocità relativa di diversi chilometri al secondocite-ref-kirari-3-184-0[184]. La distanza tra due satelliti in tali orbite può raggiungere i mwbom40000 kmcite-ref-kirari-3-184-1[184]cite-ref-kirari-2-185-0[185]. A giugno 2006 ha stabilito un collegamento dati bidirezionale via mwbowlaser con una stazione di terra mobile del mwbo0centro aerospaziale tedesco e con una stazione simile dell'Istituto nazionale delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni giapponesecite-ref-186[186]. La missione è terminata con successo a settembre 2009.
Il satellite mwbpmWideband InterNetworking engineering test and Demonstration Satellite (WINDS), chiamato mwbpuKizuna, è stato lanciato il 23 febbraio 2008 dal mwbpycentro spaziale di Tanegashima con in mwbpclanciatore H-IIAcite-ref-kizuna-187-0[187]. A giugno ha iniziato la fase operativa, con un test di trasmissione dati ad una velocità di mwbpw1,2 Gbps, stabilendo il primato di trasmissioni dati via satellitecite-ref-kizuna-187-1[187]. A novembre è stato condotto un esperimento nel quale il satellite ha ritrasmesso immagini e video ad alta definizione della Luna ripresi dalla mwbqesonda Kaguya contemporaneamente (modalità mwbqimulticast) alle stazioni del National Electronics and Computer Technology Center in mwbqqThailandia e dell'Advanced Science and Technology Institute nelle mwbqyFilippinecite-ref-kizuna-187-2[187]. Durante l'mwbqsEclissi totale di Sole del 22 luglio 2009, l'mwbqwOsservatorio Astronomico Nazionale del Giappone, la mwbq0Japan Broadcasting Corporation e l'Istituto Nazionale delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione giapponese hanno utilizzato il satellite per trasmettere in diretta le immagini ad alta definizione riprese dalle isole di mwbq4Iwo Jima e mwbq8Chichi-jimacite-ref-kizuna-187-3[187]. A settembre 2009 è stata condotta una simulazione per le telecomunicazioni in caso di emergenza, nella quale il satellite mwbrqKizuna ha trasmesso immagini ad alta definizione riprese dal satellite mwbruAdvanced Land Observing Satellite mwbrymwbrcDaichi. Altri esperimenti compiuti nel 2010 comprendevano la ritrasmissione in tempo reale di immagini ad alta definizione riprese da un piccolo mwbrgdrone sottomarino impiegato per lo studio dell'ecosistema marino tramite una mwbronave da ricercacite-ref-kizuna-187-4[187] e un test per dimostrare le trasmissioni di immagini per la mwbr8telemedicinacite-ref-kizuna-187-5[187]. Nei giorni successivi al mwbsqterremoto del Tōhoku del 2011, l'Istituto nazionale delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni ha impiegato il satellite per fornire servizi di mwbsuvideoconferenza e mwbsyvoice over IP e RadioLAN nelle zone colpitecite-ref-188[188], nelle quali le stazioni per le telecomunicazioni erano state danneggiatecite-ref-kizuna-187-6[187]cite-ref-189[189]. mwbtqKizuna ha terminato la missione operativa a marzo 2019.
Programmi in corso
Il mwbtcmwbtgsistema satellitare Quasi-Zenith (QZSS) è una mwbtkcostellazione satellitare per il mwbtoposizionamento compatibile con il mwbtssistema GPS statunitensecite-ref-qzss-01-190-0[190]. Quest'ultimo non è disponibile stabilmente in alcune zone montagnose o urbane dove il segnale è ostacolato da edifici, alberi ed altri oggetticite-ref-qzss-01-190-1[190].
L'obiettivo del QZSS è di migliorare il servizio GPS attraverso tre satelliti in orbita quasi-zenit e un satellite in mwbuyorbita geostazionariacite-ref-qzss-02-191-0[191]cite-ref-qzss-04-192-0[192]. In questo modo i satelliti si trovano, nelle regioni dell'mwbu8estremo Oriente e dell'mwbvaOceania, sullo mwbvezenit. Questo permette di ridurre gli errori multipath causati dalla riflessione del segnale dovuta agli ostacolicite-ref-qzss-02-191-1[191]. La compatibilità con il mwbvysistema GPS non richiede modifiche ai ricevitori esistenti nei navigatori satellitari e nei cellulari. Di fatto, l'effetto è analogo ad un aumento dei satelliti GPS disponibili, e comporta un miglioramento nella stabilità del serviziocite-ref-193[193].
Il primo satellite QZSS-1, chiamato mwbvwMichibiki-1, è stato lanciato l'11 settembre 2010 dal mwbv0centro spaziale di Tanegashima tramite l'mwbv4H-IIAcite-ref-194[194]. Nei mesi successivi sono state condotte verifiche e test dei sistemi e del segnale trasmesso. A giugno 2011 ha iniziato a trasmettere i segnali L1 C/A e L2C e il mese successivo i segnali aggiuntivi L1C e L5cite-ref-195[195].
Nel 2017, completando la costellazione iniziale, sono stati lanciati i satelliti QZSS-2cite-ref-qzss-2-196-0[196], 3cite-ref-qzss-3-197-0[197] e 4cite-ref-qzss-4-198-0[198] che forniscono ulteriori servizi tramite ricevitori dedicati. I satelliti hanno iniziato a fornire il servizio mwbxqSub-meter Level Augmentation Service (SLAS) tramite il segnale aggiuntivo L1S, in grado di superare gli errori di posizionamento causati dalla ionosfera, portando la precisione dai 10 metri del sistema GPS a qualche metrocite-ref-199[199]. In caso di disastri, il servizio mwbxkSatellite Report for Disaster and Crisis Management (DC Report) permette la diffusione di informazioni e allerte ai cittadini nel caso in cui le linee di telecomunicazione fossero danneggiatecite-ref-qzss-04-192-1[192]. Infine il mwbx4Centimeter Level Augmentation Service (CLAS), fornito attraverso il segnale L6D, permette di raggiungere una precisione di 12mwbx8 cm in orizzontale e 24mwbya cm in verticalecite-ref-qzss-04-192-2[192]cite-ref-clas-200-0[200]cite-ref-201[201].
Nel 2021 il satellite QZSS-1, che aveva raggiunto il termine della sua operatività, è stato sostituito dal nuovo QZSS-1R, lanciato ad ottobrecite-ref-qzss-1r-202-0[202].
Programmi futuri
La costellazione QZSS sarà espansa a sette satelliti per il 2025. In questo modo sarà possibile ricevere il segnale da quattro satelliti in ogni istante, e il sistema potrà operare come un servizio di posizionamento autonomocite-ref-qzss-02-191-2[191].
Centri di ricerca e sedi
Sede
Tsukuba
Sagamihara
Tanegashima
Uchinoura
Kakuda
Noshiro
Taiki
Usuda
Sede centrale e Centro Aerospaziale di Chofu
La sede centrale è situata a mwb0aChōfu, mwb0eTokyo e opera come centro operativo per applicazioni satellitari.cite-ref-203[203] Il Centro Aerospaziale di Chofucite-ref-204[204] produce una gran parte della ricerca e sviluppo. In particolare, il centro è caratterizzato da attività di ricerca nell'aviazione, e ricopre un ruolo importante di supporto e guida dell'industria aeronautica giapponese. Le attività comprendono anche studi delle tecnologie aerospaziali. Per supportare queste attività sono presenti strutture di test specializzate come tunnel del vento, test di propulsori aeronautici, aerei sperimentali e mwb0ssupercomputer.
Centro Spaziale di Tsukuba
Il Centro Spaziale di Tsukubacite-ref-205[205], situato nella città scientifica di mwb1mTsukuba, è stato aperto nel 1972. Il centro si dedica allo sviluppo e alla gestione delle operazioni satellitari, all'analisi dei dati raccolti dalle osservazioni. Gestisce il mwb1qlaboratorio Kibō della mwb1uStazione spaziale internazionale e l'addestramento degli astronauti.
Campus di Sagamihara
Il Campus di Sagamiharacite-ref-206[206] promuove gli studi astronomici sull'mwb10attività solare, l'evoluzione della mwb14Luna, l'esplorazione planetaria, i mwb18buchi neri e le mwb2agalassie. Comprende il campus principale dellmwb2e'mwb2iIstituto dello Spazio e delle Scienze Astronautiche, lo mwb2mSpace Education Center, le strutture per i test dello mwb2qSpace Exploration Innovation Hub e il laboratorio scientifico avanzato, dove sono sviluppati e testati i nuovi veicoli spaziali. Inoltre è un centro che agevola la comunicazione tra le istituzioni accademiche e i loro ricercatori.
Centro spaziale di Tanegashima
Il mwb2cCentro spaziale di Tanegashimacite-ref-207[207] è il maggiore complesso di lancio del Giappone, situato nella costa sudest di mwb2wTanegashima, nella mwb20prefettura di Kagoshima. Comprende il complesso di Yoshinobu, per il lancio dei vettori maggiori e le strutture per l'assemblaggio e il test dei veicoli spaziali. Nel centro sono condotte diverse operazioni, dall'assemblaggio dei lanciatori, alla manutenzione, ispezione, controlli finali dei satelliti, installazione dei satelliti nei lanciatori, e il loro tracciamento dopo il decollo.
Centro spaziale di Uchinoura
Il mwb3eCentro spaziale di Uchinouracite-ref-208[208] si trova nella città di mwb3yKimotsuki, nella mwb3cprefettura di Kagoshima, dove vengono lanciati mwb3grazzi sonda e satelliti scientifici e si gestiscono le attività di tracciamento. Le attività principali comprendono la gestione dei dati ricevuti dai veicoli spaziali, e il personale proviene dal campus di Sagamihara e aziende private. Fondato nel 1962, ha lanciato più di 400 veicoli e circa 30 satelliti e sonde spaziali.
Centro spaziale di Kakuda
Il Centro spaziale di Kakudacite-ref-209[209] si trova nella città di mwb4aKakuda, e guida la ricerca e lo sviluppo nei mwb4emotori a razzo. È stato creato dall'unione del mwb4iLaboratorio di Propulsione Spaziale di Kakuda (precedentemente mwb4mLaboratorio Aerospaziale Nazionale del Giappone) e del mwb4uCentro di Propulsione di Kakuda (precedentemente mwb4yAgenzia Nazionale per lo Sviluppo Spaziale). I sistemi di propulsione sviluppati e testati vanno dai mwb4gmotori a propellente liquido per il vettore mwb4kH-IIA ai motori di apogeo per i satelliti e mwb4smotori a propellente solido più piccoli.
Centro di osservazione della Terra
Il Centro di osservazione della Terracite-ref-210[210], situato nella città di mwb5mHatoyama, è dedicato all'osservazione delle condizioni dell'ambiente terrestre attraverso i satelliti. È dotato di due grandi mwb5qantenne paraboliche per la ricezione dei dati, che sono elaborati, memorizzati e distribuiti su richiesta a istituti di ricerca e università. Le applicazioni variano dallo studio dei fattori ambientali e delle risorse naturali al monitoraggio di eventi disastrosi.
Centro di test di Noshiro
Il Centro di test di Noshirocite-ref-211[211] è una struttura di ricerca affiliata alla JAXA, situata su una stretta striscia di territorio davanti al Mar del Giappone nella zona meridionale della città di mwb5wNoshiro. È stato costruito nel 1962 e le sue attività comprendono il test statici di accensione dei mwb50motori a propellente solido utilizzati nei lanciatori di satelliti e di sonde spaziali, dei razzi della serie mwb54Mu e per mwb58razzi sonda lanciati dal mwb6acentro di Uchinoura. Sono condotti test su propulsori mwb6eramjet, su piccoli veicoli equipaggiati con motori a mwb6iossigeno e mwb6midrogeno liquidi e sistemi di propulsione a mwb6qN2O ed mwb6yetanolo.
Campo aerospaziale di Taiki
Il Centro di Ricerca aerospaziale di Taikicite-ref-212[212] ha lo scopo di applicare la ricerca sulla tecnologia aerospaziale. È costituito da una pista di decollo lunga mwb601000 m da dove si eseguono test per esperimenti scientifici su palloni stratosferici, precedentemente condotti nel centro di Sanriku. È stata annunciata l'espansione del sito per trasformarlo nel futuro Spazioporto di Hokkaidocite-ref-213[213].
Centro spaziale di Usuda
Il Centro spaziale di Usudacite-ref-214[214] è affiliato all'ISAS, e gestisce le telecomunicazioni con le sonde nello spazio profondo, ricevendo i dati delle osservazioni. Il sito, nella città di mwb7sSaku, è stato scelto per la sua lontananza da fonti di rumore radio. Possiede una grande mwb7wantenna parabolica da mwb7064 m pesante mwb742000 t per le comunicazioni con le sonde spaziali in mwb78banda X e mwb8abanda S. Antenne simili, anch'esse impiegate per il tracciamento e il controllo delle sonde, sono impiegate dalla NASA e dall'ESA.
Stazioni per il tracciamento e le comunicazioni
Le stazioni per il tracciamento e le comunicazioni ricevono la mwb8mtelemetria dei veicoli spaziali per controllare la loro posizione, l'altezza e le funzioni della strumentazione interna. Inoltre inviano comandi per il loro controllo.
La stazione di Katsuuracite-ref-215[215] è stata costruita a febbraio 1968 a mwb8oKatsuura nella mwb8sprefettura di Chiba, come base principale per il tracciamento dell'allora mwb8wAgenzia della Scienza e della Tecnologia, affiliata con lmwb80'mwb84Agenzia Nazionale per lo Sviluppo Spaziale. È fornita di quattro antenne paraboliche di 20, 13, 11 e mwb9a10 m.
La stazione di Masudacite-ref-216[216] è stata costruita nel 1974 a mwb9cTanegashima, nella mwb9gprefettura di Kagoshima, dallmwb9k'mwb9oAgenzia Nazionale per lo Sviluppo Spaziale. I segnali ricevuti dai veicoli spaziali sono trasmessi al mwb9wCentro spaziale di Tsukuba. Inoltre, un mwb90radar traccia i mwb94lanciatori e riceve i loro segnali per monitorare l'andamento del lancio.
La stazione di Okinawacite-ref-217[217] costruita nel febbraio 1968 dallmwb-u'mwb-yAgenzia Nazionale per lo Sviluppo Spaziale comprende due antenne paraboliche di 18 e 10 metri, e un'altra coppia di antenne da 7,6 metri.
Stazione di Ogasawara
La stazione di Ogasawaracite-ref-218[218], costruita nel 1975, è dotata con una antenna radar per verificare le traiettorie di volo, lo stato e la sicurezza dei lanciatori in partenza dal mwb-4Centro spaziale di Tanegashima.
Centro di ricerca del volo di Nagoya
Il centro di ricerca di Nagoyacite-ref-219[219], adiacente all'aeroporto di mwb-uNagoya, è una base di ricerca e sviluppo per i test ad alta quota condotti tramite un aereo sperimentale. I test sono monitorati tramite una stazione di controllo. Il centro fornisce supporto tecnologico alle piccole e medie imprese.
Altri centri
Il Centro regionale satellitare per la gestione dei disastricite-ref-220[220] raccoglie e analizza i dati provenienti dai satelliti per la preparazione e la risposta ai disastri. I centri spaziali di monitoraggio di Kamisaibaracite-ref-221[221] e di Bieseicite-ref-222[222] seguono la posizione e la traiettoria di asteroidi in avvicinamento alla Terra, di satelliti non funzionanti, di componenti di lanciatori in orbita e di altri mwcaudetriti spaziali.
Uffici internazionali
Note
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